francesca sul palco interpreta dalida

Interpretazione ed improvvisazione

Elementi inseparabili nella danza in generale; nella danza orientale sono necessari quando si intende trasmettere uno stato emotivo legato alla canzone o alla musica scelta.

E’ necessario conoscere a fondo la musica mediorientale, ma anche comprendere quello che sono i versi e le parole. Di solito si intuisce quando una canzone ha un’anima triste oppure gioiosa, ma non basta. Bisogna sentire non solo il cosiddetto feeling che ci spinge a scegliere un brano piuttosto che un altro, ma anche calarsi nella parte della danzatrice che si esprime solamente con il proprio corpo. Si può danzare col velo che nasconde parzialmente il corpo e il volto, danzare con il bastone, o assaya, con i tamburelli, i ventagli, le sagat, ma occorre soprattutto non dimenticare mai cosa si sta danzando. Molte delle musiche da noi amate appartengono a un periodo storico abbastanza circoscritto: dai primi del ‘900 fino agli anni ’70. Non disdegnamo affatto le sonorità moderne, anzi esse sono diventate una parte importante (e forse addirittura fondamentale) della nostra nuova visone evolutiva della danza orientale.

Il tarab è il canto puro dell’anima: denso di emozioni e sfumature, a volte incomprensibili a noi occidentali. Ma è proprio il tarab che permette alla danzatrice di esprimersi con la massima profondità. Non si può improvvisare senza aver compreso la cultura, la musica, il canto, le danze dei paesi mediorientali. E’ necessario dedicare tempo alla cura dei particolari se si vogliono aggiungere quelli personali.

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