Per anni ho lottato con la mia immagine riflessa nello specchio. Vedevo un elenco di difetti, uno strumento da correggere. La danza, quella vera e sentita, mi ha insegnato la lezione più importante: il corpo non è un oggetto da guardare, ma una casa da abitare.
In questa categoria ho raccolto tutto ciò che ho imparato su come fare pace con il nostro corpo. Troverai articoli che ti guideranno a trasformare il movimento in un atto di amorevole cura, a riscoprire il piacere di muoverti senza giudizio e a fidarti della saggezza che la tua fisicità custodisce. L’obiettivo non è raggiungere una forma ideale, ma sentirsi finalmente a proprio agio nella propria pelle, celebrando la bellezza unica che ci appartiene.
Qui impariamo ad ascoltarci, a rispettarci e a muoverci nel mondo con una nuova sensazione di radicamento e di grazia.
Provare a chiudere gli occhi per qualche istante modifica immediatamente l’esperienza. Non possiamo più controllare la linea di un braccio nello specchio né verificare dall’esterno se una posizione corrisponde all’immagine che abbiamo in mente. Rimane ciò che riusciamo a percepire dall’interno.
La visione periferica permette di percepire ciò che accade ai margini del campo visivo senza dover girare continuamente la testa o spostare gli occhi da un punto all’altro. Non significa guardare in modo distratto. Al contrario, significa ampliare l’attenzione.
All’inizio ho pensato che la difficoltà consisteva nel riuscire a fare tutto questo, poi, con gli anni, ho compreso che la parte più impegnativa non è insegnare un movimento nuovo, ma accorgersi di ciò che il corpo fa già, delle abitudini che ha costruito,…
Prima o poi succede a tutte. La musica continua, ma per un istante non ricordiamo più quale movimento viene dopo. Partiamo con il piede sbagliato, anticipiamo un accento, perdiamo una parte della sequenza oppure ci ritroviamo rivolte dalla parte opposta rispetto alle altre.
Quando iniziamo a danzare, spesso pensiamo che l’espressività dipenda dalla quantità. Più movimenti, più energia, più ampiezza, più tecnica. È una convinzione comprensibile: il gesto grande si vede, cattura l’attenzione, sembra comunicare di più.