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Danza e psicologia

 
Ponendo alla base la frase : “La danza non si nutre di solo corpo, ma anche di mente”, è possibile, quindi, affermare che essa è un’arte in cui una serie infinita di processi (consci ed inconsci) mentali, avvengono simultaneamente all’azione motoria. Un danzatore o una danzatrice non eseguono solo la tecnica studiata, ma s’immedesimano in un determinato personaggio da rappresentare, nonché immergersi in una parte da interpretare; chi danza studia il proprio essere per rendere veritiero ciò che sente e cerca di trasmettere al pubblico, per far percepire meglio le emozioni e i sentimenti.

L’artista, oltre ad avere il controllo dei movimenti del proprio corpo, deve avere anche quello delle proprie doti psichiche, tra le quali: la percezione di sé, ovvero l’autostima, il locus of control, i processi motivazionali, la concentrazione e il controllo delle emozioni. Pertanto nella danza l’interprete non deve solo prepararsi tecnicamente, ma soprattutto psicologicamente. Un insegnante preparato, infatti, riesce a tirar fuori tutte le capacità dell’allievo e far acquisire consapevolezza di sé, attraverso la scoperta di ciò che si è in grado di fare e di ciò che invece riesce difficile.

Non bisogna temere di sbagliare, perché solo quando ci si rende conto di aver commesso un errore, è possibile, poi, migliorarsi. Quando si entra nell’ottica di incrementare le proprie capacità, piuttosto che accettare i propi limiti, si è raggiunto un gran risultato. La danza, è e sarà sempre ricerca di perfezione.

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