amal sul palco con ali iside

L’importanza dell’improvvisazione

A lezione può capitare che venga richiesto dall’insegnante di improvvisare: da sole, in gruppo, a due a due, dipende dal programma scelto e dal livello che si è raggiunto durante il corso. Solitamente, dopo qualche mese, si chiede di improvvisare in gruppo. Questo perché, ci tengo particolarmente a dirlo, è importante acquisire il proprio stile personale e non solamente scimmiottare i movimenti dell’insegnante.

La tecnica è sempre la base, lo studio dei movimenti è indispensabile per danzare correttamente, ma ritengo che anche l’improvvisazione, a piccole dosi, da subito possa dare un contributo importante alla crescita delle allieve stesse. Fondamentale è capire come la propria personalità può esprimersi, quali canali preferenziali adottare, come dosare le emozioni, come tirarle fuori senza esagerare; imparare a non “dare tutto subito”, ma di ponderare, ragionare per certi versi, calibrare la musica e la performance per renderla davvero speciale. 

Improvvisare già dal primo anno di corso può essere utile per comprendere gli errori, osservarli anche dalle compagne, rendersi conto su cosa migliorare, su quali movimenti, passi allenarsi maggiormente. Insomma l’improvvisazione non è soltanto la ricerca ossessiva e compulsiva di sequenze, più o meno giuste, di movimenti su una musica -veloce o lenta che sia-, bensì imparare ad ascoltarsi, ad accordare il proprio corpo con la musica araba o con la musica in genere; trovare la via d’espressione che più si addice a noi stesse, una ricerca profonda di ciò che si è in realtà; una maniera di esprimersi libera da vincoli standardizzati di danza. Danzare è esprimersi, bisogna sempre ricordarlo.