Apertura, protezione, ascolto. Quando la danza nasce dal cuore e torna a sé
C’è un gesto che ritorna, sempre.
Un gesto che non si impara, ma si riconosce.
Parte dal centro del petto e va verso il mondo.
Si chiama apertura.
Ma anche ascolto.
E a volte… protezione.
In ogni danza consapevole, il cuore è il punto di origine invisibile.
Non è solo anatomia. È intenzione. È presenza.
Il centro del petto: dove abitano le emozioni
Nel linguaggio corporeo, il centro del petto è legato al sentire profondo:
- amore
- fiducia
- ma anche paura, vergogna, chiusura
Toccare questa zona, con un gesto o un movimento, significa entrare in relazione intima con ciò che siamo.
Nella danza orientale, spesso questo gesto non è eclatante:
è una spirale del busto, una leggera espansione, un’apertura del braccio che parte da lì.
Ma il corpo sa, e chi guarda lo percepisce.
Non è estetica. È verità.
Tre qualità del gesto del cuore
Apertura
Le braccia si aprono come a dire: “Eccomi”.
Un gesto che accoglie, che si mostra, che si espone con delicatezza.
Protezione
A volte il gesto è chiuso, contenuto.
Le mani sul petto, il busto che si curva, il respiro che rientra.
È ascolto, è pausa, è confine.
Ascolto
Il gesto non cerca lo sguardo esterno.
Cerca la risonanza interna.
Si muove lento, come se il corpo stesse dicendo:
“Ti sento. Sono qui.”
✨ Una piccola pratica: il gesto del cuore
- Mettiti in piedi o seduta, in uno spazio tranquillo
- Appoggia una mano al petto e una al ventre
- Chiudi gli occhi
- Respira profondamente tre volte
- Poi lascia che le mani si muovano: si aprono? si avvolgono? si posano?
- Osserva cosa emerge.
- Resta in ascolto.
Non serve coreografare.
Basta lasciar nascere.
Un gesto può bastare.
💫
Il gesto del cuore è la danza più sincera che possiamo offrire.
Perché non nasce dalla tecnica, ma dalla vita.
E ogni volta che lo ripetiamo, ci ricordiamo di noi.
Ogni apertura contiene un rischio.
Ma anche una possibilità.
E a volte basta un piccolo gesto per sentire che siamo ancora… in contatto.


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