Rallentare, restare, sentire: un gesto di libertà in un mondo che corre
Non c’è niente di più controcorrente oggi…
che fermarsi.
Che fare un passo invece di dieci.
Che respirare, ascoltare, aspettare.
In un tempo che chiede risultati, la lentezza è una rivoluzione silenziosa.
Un mondo che corre
Viviamo immersi in urgenze.
Cose da fare, da produrre, da dimostrare.
Anche quando danziamo, scriviamo, comunichiamo…
c’è sempre quella voce che sussurra:
“Fai di più. Vai più veloce. Muoviti.”
Ma cosa perdiamo in questa corsa?
Perdiamo presenza.
Perdiamo il corpo.
Perdiamo la possibilità di sentire davvero.
Il valore di rallentare
La lentezza non è assenza di azione.
È azione piena di intenzione.
Un passo lento non è meno potente:
è più consapevole, più scelto, più radicato.
- Quando respiro profondamente, mi ritrovo.
- Quando muovo il bacino lentamente, ascolto.
- Quando scrivo con cura, le parole mi parlano.
La lentezza mi restituisce a me stessa.
E ogni volta che scelgo di rallentare, sto dicendo no a ciò che mi allontana dal mio centro.
Una pratica di lentezza
● Scegli un gesto che fai ogni giorno: bere un tè, camminare, vestirti
● Oggi, fallo con lentezza
● Porta attenzione a ogni dettaglio
● Respira
E nota cosa cambia.
Anche una danza fatta a metà velocità svela nuove sfumature.
Rallentare oggi è una forma di ribellione.
Non per fuggire, ma per abitare davvero ciò che facciamo.
È scegliere l’essere sopra il fare.
Il sentire sopra il dimostrare.
La qualità sopra la quantità.
La lentezza è il ritmo del cuore.
E quando torni a quel ritmo…
anche la danza diventa vita.


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