primo piano del volto di una danzatrice del ventre

Sguardo

Non sempre ci accorgiamo di quanto il nostro sguardo sia carico.
Carico di aspettative, di giudizi, di abitudini.
Guardiamo senza davvero vedere.
O, al contrario, fissiamo troppo, dimenticando la morbidezza.

Questa settimana danzo con una parola che raramente associamo al movimento: sguardo.
Eppure anche gli occhi possono danzare.
Possono esplorare, accarezzare, seguire.
Possono aprirsi al mondo senza invaderlo.

💫 Una parola che danza
Sguardo.
Prova a muovere lentamente una mano davanti al viso, e lascia che gli occhi la seguano.
Poi fermati.
Lascia che lo sguardo si allarghi.
Non fissare un punto, ma accoglilo.
Guarda come guarderesti qualcuno che ami, con curiosità e rispetto.

👁️ Il gesto della sera
Chiudi gli occhi.
Trattieni il buio per un respiro intero.
Poi riaprili.
E di nuovo.
Fallo tre volte, lentamente.
Ogni volta è un modo per dire grazie al mondo che ti ha guardata oggi — e che tu hai saputo guardare.

🖐️ Il rituale del giorno
Muovi una mano nello spazio, senza fretta.
Seguila con lo sguardo.
Fai disegnare alla mano un piccolo cerchio, un’onda, un arco.
Poi inverti il senso.
Non c’è giusto o sbagliato: c’è solo attenzione.
Là dove va lo sguardo, va anche la presenza.

🎵 Musica che accompagna
Tre brani evocativi, da ascoltare con gli occhi aperti al dentro e al fuori:

  • Spiegel im Spiegel – Arvo Pärt
  • Elegy – Lisa Gerrard & Patrick Cassidy
  • The Shape of Light – Hammock

Puoi ascoltarli da ferma, oppure lasciarli guidare un gesto.
Anche lo sguardo, se libero, può condurre una danza interiore.


Questa settimana, scegli cosa guardare.
Ma fallo come se fosse la prima volta.
Come se lo sguardo fosse un filo che unisce, senza trattenere.

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