Abitare la soglia con gentilezza
Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo in mezzo.
Non siamo più dove eravamo, ma non siamo ancora dove vorremmo o dovremmo arrivare.
È uno spazio sospeso, come un respiro trattenuto.
Una soglia.
Ed è lì, proprio lì, che qualcosa di invisibile ma potente si muove.
La sospensione ha un suo ritmo silenzioso. Non corre, non spinge, non pretende.
Ci invita a rallentare, a stare. A sentire senza sapere esattamente cosa stiamo sentendo.
Non è un tempo di decisioni, ma di ascolto.
Non è ancora un inizio, ma è già un’apertura.
Spesso ci spaventa. Ci sembra di non avere appigli, come se fossimo in attesa di un segnale che non arriva mai.
Ma se restiamo abbastanza a lungo in quella terra di mezzo, qualcosa dentro di noi comincia a danzare.
Un movimento leggero, timido. Un’intuizione che prende forma.
Non serve sapere tutto subito.
Ci sono stagioni della vita in cui il nostro unico compito è stare nella sospensione con gentilezza.
Accettare il non sapere.
Abitare il vuoto come se fosse una sala d’attesa colma di possibilità.
Sentire che siamo ancora in trasformazione, e che non c’è fretta.
Nel corpo, la sospensione è quel piccolo istante tra un passo e l’altro, tra un gesto e il successivo. È lì che risiede la grazia.
Nella danza, il tempo sospeso è carico di intensità: è l’intervallo che dà senso al movimento, che lo rende vibrante.
Anche nella vita, quei tempi “vuoti” tra ciò che è stato e ciò che sarà possono diventare pieni di senso, se li onoriamo.
Possiamo ascoltarci davvero solo quando tutto tace.
Possiamo sentirci vivi anche senza fare.
Possiamo danzare in uno spazio che non ha ancora contorni.
La sospensione è uno spazio sacro.
Ci insegna che non dobbiamo essere già pronti, già sicuri, già decisi.
Possiamo semplicemente essere — in transito, in bilico, in ricerca.
Ed è proprio lì, tra un prima che non ci appartiene più e un dopo che non possiamo ancora afferrare, che impariamo a fidarci.
A danzare senza sapere dove metteremo il piede successivo.
A restare, anche quando ci sembra di fluttuare.
A respirare, senza fretta di arrivare.


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