Quando il corpo ricorda: emozioni, blocchi e guarigione
A volte ci sorprende.
Un gesto, un suono, un movimento fatto quasi per caso… e all’improvviso il corpo reagisce.
Un’emozione ci attraversa, una tensione riemerge, una lacrima sale senza preavviso.
E ci chiediamo: da dove arriva tutto questo?
Il corpo ricorda.
Anche quando la mente dimentica, rimuove, razionalizza, il corpo trattiene.
Trattiene posture, tensioni, chiusure. Trattiene memorie invisibili, ma presenti.
Nella danza, questo sapere silenzioso trova una voce.
Il corpo come archivio emotivo
Ogni parte di noi conserva storie.
Le spalle irrigidite da anni di responsabilità.
Il bacino bloccato da pudore, dolore o paura.
Le mani trattenute da ciò che non abbiamo potuto toccare o lasciare andare.
Nella danza orientale, il lavoro sul corpo è profondo e sottile.
Non si tratta solo di eseguire una sequenza, ma di risvegliare aree dimenticate.
Il ventre, il torace, la schiena, i fianchi: ogni zona può essere una chiave.
Una porta che si apre su ricordi, emozioni antiche, parti di sé non ancora ascoltate.
Il movimento che sblocca
Può bastare un cerchio lento del bacino. Un’onda che sale dal ventre al cuore.
Un tremore improvviso nello shimmy.
E il corpo parla.
Ci sono allieve che, nel mezzo di una sequenza semplice, si fermano.
“Mi sento strana”, dicono.
“Non so perché, ma mi viene da piangere.”
E io rispondo sempre con la stessa frase: “Va bene così. È il corpo che sta liberando.”
Il movimento, quando è consapevole, non è mai solo fisico.
È emotivo, energetico, simbolico.
E proprio per questo può guarire.
Come favorire l’ascolto della memoria corporea
- Muoviti lentamente, senza giudizio
Non forzare il gesto. Esplora. Lascia che sia il corpo a guidarti, non l’idea del movimento “giusto”. - Respira dentro il movimento
Il respiro è un ponte tra corpo e psiche. Inspira mentre apri, espira mentre rilasci. Osserva cosa cambia. - Nota le reazioni sottili
Ti irrigidisci in certi movimenti? Ti senti vulnerabile quando esponi il petto o muovi il bacino? Prendine atto. Non servono soluzioni immediate, ma consapevolezza. - Dopo la danza, scrivi
Annota cosa hai sentito. Anche un’emozione vaga, un’immagine, una frase emersa. Dare parola al sentire aiuta a integrare. - Abbi pazienza
Il corpo si apre a strati. Non sempre racconta tutto subito. Ma se lo ascolti con rispetto, troverà la sua voce.
La memoria corporea non è un ostacolo da superare.
È un bagaglio che possiamo esplorare con curiosità e delicatezza.
La danza, quando non è solo estetica ma esperienza profonda, ci accompagna in questo viaggio.
Ci aiuta a sciogliere nodi, a ritrovare parti di noi, a trasformare il ricordo in presenza.
Perché il corpo non dimentica. Ma può guarire.
E quando questo accade, il movimento diventa molto più di una danza: diventa libertà.


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