danzatrice in sile multi colore etereo mentre danza

Il ritmo interiore

Ascoltare il proprio tempo attraverso la danza

Viviamo in un mondo che corre.
Che ci chiede di essere sempre pronte, veloci, produttive.
Anche quando ci sentiamo stanche, confuse o semplicemente fuori fase.
In questa corsa continua, spesso perdiamo il contatto con il nostro ritmo naturale.
Quel tempo interno che non si misura in secondi ma in sensazioni.
Quel battito unico che ci dice: ora sì, ora no, ora aspetta.

La danza orientale, con le sue radici antiche e il suo linguaggio corporeo fluido, può essere uno strumento potente per ritrovare questo ritmo interiore.
Non è una danza “di prestazione”. È una danza “di presenza”.

Il ritmo come guida, non come imposizione

Nella musica orientale esistono decine di ritmi (maqsum, baladi, saidi, malfuf…), ognuno con un’energia diversa, una “personalità”.
Ma ciò che rende questa danza così speciale è che non chiede mai al corpo di correre dietro al ritmo.
Gli chiede piuttosto di dialogare con lui.

Questo significa che non c’è un unico modo “giusto” di interpretare un brano.
C’è il tuo modo.
Il tuo tempo di entrare nel gesto.
Il tuo tempo di restare.
Il tuo tempo di lasciar andare.

Ed è qui che avviene la magia:
Inizi a riconoscere anche fuori dalla danza ciò che ti accelera e ciò che ti calma.
Impari a sentire quando sei pronta e quando no.
E scopri che rispettare il tuo ritmo non ti rallenta: ti libera.

Riconoscere i segnali del proprio ritmo

  • Il corpo che si tende: forse stai correndo troppo.
  • Il respiro che si fa corto: forse sei fuori sincronizzazione.
  • Il gesto che perde fluidità: forse è il momento di fare meno, ma sentire di più.

Allenarsi a percepire questi segnali mentre si danza aiuta a riconoscerli anche nella vita quotidiana.
La danza diventa così una forma di ascolto attivo, un laboratorio dove imparare a stare nei propri tempi senza giudizio.

Consigli pratici per danzare in sintonia con sé stesse

  1. Ascolta la musica da ferma
    Prima di iniziare a danzare, siediti o resta in piedi, ad occhi chiusi. Respira. Lascia che il ritmo ti attraversi. Quali immagini evoca? Dove lo senti nel corpo?
  2. Sperimenta movimenti lenti, poi rapidi
    Alterna una sequenza lenta (cerchi, onde, camminate) a una più veloce (shimmy, accenti). Nota dove ti senti più a tuo agio. Cosa ti viene naturale? Cosa ti mette in difficoltà?
  3. Scegli un ritmo che ti corrisponde oggi
    Non esiste il ritmo “giusto per sempre”. Esiste quello giusto adesso. Alcuni giorni hai bisogno di rallentare. Altri di scaricare tensioni. Lascia che sia il corpo a scegliere.
  4. Registra il tuo movimento
    Guardarti danzare può aiutarti a capire se stai rispettando il tuo ritmo o se stai cercando di imitare qualcosa che non ti appartiene. Usa lo specchio solo come strumento, non come giudice.
  5. Porta questo ascolto nella vita quotidiana
    Chiediti: sto vivendo secondo il mio ritmo o sto rincorrendo quello degli altri? Cosa posso rallentare, oggi? Cosa posso fare al mio passo?

Ascoltare il proprio ritmo non significa essere lente.
Significa essere radicate.
Significa riconoscere che ogni gesto, anche il più piccolo, ha un tempo suo.
E che dentro quel tempo possiamo finalmente sentirci intere.

Nella danza come nella vita, non serve correre.
Serve essere presenti.
E quando il movimento nasce da lì — dal centro, dal respiro, dal ritmo che ci appartiene — allora sì, stiamo davvero danzando.

Comments

2 risposte a “Il ritmo interiore”

  1. Avatar Le perle di R.

    Concordo: non ci sono tempi o ritmi a validità assoluta, tutto varia in base al sentire del momento.

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    1. Avatar Francesca

      Grazie Rita! Ogni corpo è diverso, ogni mente anche, ogni percezione non è mai la stessa…

      Piace a 1 persona

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