Una pratica semplice per tornare a sentirti viva, presente, fluida
Non sempre abbiamo un’ora di tempo, uno specchio grande, la musica giusta.
Eppure, bastano 5 minuti al giorno per mantenere vivo il filo con la danza.
Non per allenarsi. Non per migliorare la tecnica.
Ma per ritrovare il corpo. Per sciogliere il silenzio, la stanchezza, il pensiero che “oggi non riesco”.
Questa è una pratica breve, essenziale, trasformativa. Una piccola ancora quotidiana.
Quando farla?
Appena sveglia, prima di dormire, durante una pausa.
Non serve il tappetino. Solo uno spazio minimo e la disponibilità ad ascoltarti.
Cosa ti serve?
– Un corpo, anche stanco
– Un respiro, anche corto
– Una musica (o il silenzio)
– Voglia di esserci, senza dover fare “bene”
La pratica dei 5 minuti
Minuto 1: Radicamento
Stai in piedi, piedi paralleli, morbidi.
Chiudi gli occhi.
Senti dove poggi. Senti la terra.
Oscilla un po’. Come un albero nel vento.
Respira.
Minuto 2: Risveglio morbido
Inizia a muovere lentamente testa, collo, spalle.
Come se ti scrollassi da dosso la notte, il giudizio, le tensioni.
Lascia che il movimento venga da sé. Niente coreografia. Solo libertà.
Minuto 3: Gesto fluido
Solleva un braccio, poi l’altro. Lascia che danzino nell’aria.
Gesti semplici, leggeri, circolari.
Immagina di disegnare nell’aria qualcosa che solo tu puoi vedere.
Segui il tuo ritmo.
Minuto 4: Movimento intuitivo
Ora lascia che sia tutto il corpo a muoversi.
Anche i fianchi, il busto, le gambe.
Pochi secondi in cui non devi fare nulla di corretto. Solo sentire. Solo danzare.
Anche se è un’oscillazione minima. Va bene così.
Minuto 5: Ritorno e gratitudine
Rallenta. Torna ferma.
Metti una mano sul cuore e una sul ventre.
Ringrazia il tuo corpo. Anche solo con un respiro profondo.
Hai danzato. E hai scelto di esserci.
Un piccolo consiglio
Puoi usare sempre la stessa musica (una tua “musica-risveglio”) oppure scegliere ogni giorno un brano diverso, a seconda dell’umore.
Non serve filmarsi. Non serve mostrarsi.
Questa danza è solo per te.
Se vuoi, prova oggi stesso
E, se ti va, raccontami come ti sei sentita.
Anche una frase, una parola, un gesto che è nato.
Perché la danza quotidiana non è fatta di passi…
ma di presenza che ritorna.


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