disegno colori caldi danzatrice con luce bianca sul bacino

Il bacino come centro emotivo

Radicamento, creatività e potere femminile nel gesto danzato

C’è un luogo nel corpo che parla più di altri, anche se spesso lo ignoriamo.
Un luogo che contiene, che trattiene, che genera.
È il centro del nostro equilibrio fisico, ma anche del nostro sentire profondo.
Nella danza orientale, quel luogo è il bacino.

Fin dalle prime lezioni, è lì che si concentra l’attenzione: movimenti circolari, oscillazioni, tremori ritmici, gesti che nascono dal centro e si espandono.
Eppure, lavorare con il bacino non è solo un fatto tecnico.
È un atto emotivo, simbolico, a volte profondamente trasformativo.

Il bacino come radice

Nel corpo femminile, il bacino è il luogo del radicamento.
È da lì che partono i gesti stabili, quelli che ci collegano alla terra, alla concretezza, alla nostra presenza.

Quando danziamo con consapevolezza, il movimento del bacino ci ancora al qui e ora.
Ci aiuta a sentire il pavimento sotto i piedi, il peso del corpo che si distribuisce, la forza che sale dal basso verso l’alto.
In un mondo che ci spinge spesso verso la testa — i pensieri, i doveri, i ruoli — tornare al bacino è un ritorno a casa.

Il bacino come grembo simbolico

Ma il bacino è anche un contenitore: fisicamente, accoglie organi vitali e, nel corpo di chi ha utero, lo spazio potenziale della vita.
Energeticamente, è sede del secondo chakra (Svadhisthana), collegato alla creatività, alla sensualità, al piacere.

Danzare con il bacino significa accedere a queste energie.
Non per esibirle, ma per risvegliarle.
Per riconoscere che in quel movimento c’è una memoria antica, una saggezza che non ha bisogno di parole.

Ogni cerchio che disegniamo col bacino è un gesto che contiene e lascia andare.
Ogni vibrazione, uno scuotimento di ciò che è rimasto fermo troppo a lungo.

Il bacino come ponte tra emozione e movimento

Quante volte, durante una lezione, ci si blocca proprio lì?
“Non riesco a scioglierlo.”
“Mi sento rigida.”
“Mi vergogno a muovermi così.”

Il bacino è una zona carica: culturale, emotiva, relazionale.
È lì che si sedimentano paure, traumi, tabù.
È anche lì, però, che può iniziare una liberazione.

Lavorare con il bacino nella danza orientale, in modo rispettoso e graduale, permette di:

– sciogliere tensioni profonde
– accogliere emozioni sepolte
– ritrovare fiducia nella propria forza femminile
– aprire nuove vie di espressione e creatività

Spunti pratici per riconnetterti al bacino danzando

  1. Rallenta e ascolta
    Scegli un movimento semplice del bacino (cerchio, otto orizzontale) e fallo molto lentamente. Porta l’attenzione al respiro e alle sensazioni interne. Cosa emerge?
  2. Appoggia le mani sul bacino
    Prima di iniziare a danzare, appoggia le mani lì, senza muoverti. Respira. Senti il calore, il peso, il tuo centro.
  3. Danza ad occhi chiusi
    Questo ti aiuta a lasciar andare il giudizio. Concentrati su come si muove il bacino, su ciò che senti dentro, non su come appari fuori.
  4. Usa la musica giusta
    Ritmi profondi, ipnotici, lenti. Lascia che il tamburo ti guidi. Il tamburo parla al bacino più di qualsiasi parola.
  5. Scrivi dopo la pratica
    Annota come ti sei sentita. Quali emozioni sono emerse. Se hai notato dei blocchi o, al contrario, delle sensazioni nuove. Dare voce all’esperienza la rende più potente.

Il bacino è molto più di una parte anatomica: è il fulcro del nostro corpo, ma anche un contenitore simbolico delle nostre emozioni più profonde.
Danzare da lì, con consapevolezza, significa non solo muoversi…
ma riappropriarsi.

Del proprio centro.
Della propria energia.
Del proprio spazio interno.

In un tempo che ci chiede di restare in superficie, danzare con il bacino è un atto rivoluzionario di ascolto e verità.

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