danzatrice mentre ascolta il suo corpo

Quando non hai voglia di danzare: accogliere i giorni in cui il corpo tace

Un invito a non forzare, ma a restare in ascolto. Perché anche il silenzio del corpo è un messaggio da onorare.

Ci sono giorni in cui il corpo non vuole danzare.
Giorni in cui la musica non trova spazio, in cui il gesto non si accende, in cui persino l’idea di muoversi sembra troppo.
Non è pigrizia. Non è mancanza di volontà. È qualcosa di più sottile, più profondo.
È il corpo che tace. E chiede di essere ascoltato anche nel suo silenzio.

1. Il mito della costanza perfetta

Nella nostra cultura spesso si celebra la disciplina come un valore assoluto. Allenati sempre. Non mollare. Fa’ ogni giorno qualcosa.
Ma chi danza per ritrovarsi – e non per dimostrare – sa che la costanza non è fatta solo di gesti ripetuti, ma anche di pause consapevoli.
Il corpo non è una macchina. È un organismo vivente che cambia, respira, sente. E la sua voce non ha sempre la stessa intensità.

2. Il tempo del non-fare

Quando non danzi, non stai smettendo.
Stai entrando in una fase diversa: quella del non-fare.
È un tempo fertile, anche se invisibile.
Come la terra d’inverno che sembra ferma, ma prepara la rinascita.

Puoi usare questi momenti per ascoltare senza giudizio:

  • Dove sento più tensione oggi?
  • Cosa mi stanca?
  • Cosa vorrebbe dirmi il mio corpo, se potesse parlare?

3. Danza immaginata, danza sottile

Anche nei giorni di silenzio, puoi restare in contatto con la danza.
Basta abbassare il volume delle aspettative.

  • Appoggia una mano sul cuore. Respira. Immagina un gesto che ti manca.
  • Cammina lentamente, ascoltando il suono dei tuoi passi.
  • Resta in silenzio per qualche minuto, con la musica accesa, lasciando che il ritmo scorra dentro senza muovere nulla.

È ancora danza. Solo in una forma più quieta.

4. Non spingere, accompagna

Forzarsi può funzionare a volte. Ma nel lungo periodo, crea distanza.
Quando non hai voglia di danzare, prova invece ad accompagnarti:

  • Offriti la possibilità di non fare.
  • Chiediti: cosa mi nutrirebbe oggi?
    Forse sarà una tazza calda, una scrittura libera, o semplicemente guardare fuori dalla finestra.

Restare accanto a te stessa in questi giorni è già un gesto danzante.

5. La danza tornerà, e sarà più vera

Dopo la pausa, qualcosa si riaccende.
A volte è una musica che risuona. A volte è un gesto spontaneo.
E quando torni a muoverti, senti che il corpo ha qualcosa di nuovo da dire.
Ha riposato. Ha osservato. Si è trasformato.

Perché anche il silenzio ha lavorato in profondità.

Piccola pratica per i giorni senza danza
Siediti comoda. Appoggia i piedi a terra.
Chiudi gli occhi.
Porta una mano sul cuore e una sul ventre.
Respira lentamente.
Chiediti: Come sto oggi?
Lascia emergere la risposta, senza volerla cambiare.
È già abbastanza.

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