Piccoli gesti, respiri e movimenti consapevoli che puoi fare ovunque. Per restare in contatto con il corpo anche nelle giornate più piene
Ci sono giornate che sembrano fuggire via.
Appuntamenti, scadenze, pensieri che si accavallano.
E la danza — quella che ci tiene in ascolto, che ci riconnette — finisce spesso in fondo alla lista, tra le cose che sarebbe bello fare, ma oggi proprio no.
E se invece bastassero pochi minuti?
Non per un allenamento completo, ma per restare in contatto. Per non perdere quel filo sottile che ci tiene presenti, dentro il corpo, anche quando fuori tutto corre.
Ti propongo 3 micro-pratiche di danza consapevole: semplici, immediate, senza bisogno di spazio o abbigliamento speciale.
Sono gesti di cura. Di presenza. Di riconnessione.
Pillole di movimento per le giornate più piene.
1. Il respiro che apre il petto
Quando: alla scrivania, in attesa, prima di un incontro.
Quanto dura: 1 minuto.
Siediti comoda o resta in piedi.
Chiudi gli occhi se puoi, oppure lascia lo sguardo morbido.
Inspira profondamente sollevando dolcemente il petto e aprendo le spalle.
Immagina che l’aria entri come luce.
Espira lasciando scivolare le scapole verso il basso, e il mento leggermente in avanti.
Ripeti 3 volte.
Ogni respiro è un piccolo gesto danzato.
Il torace si apre, il cuore si espande. Sei presente.
2. Le mani che raccontano
Quando: mentre aspetti che l’acqua bolla, in fila, prima di dormire.
Quanto dura: 2 minuti.
Muovi le mani con lentezza, come se danzassero nell’aria.
Falle salire, intrecciarsi, aprirsi come fiori, richiudersi come conchiglie.
Segui con lo sguardo o lasciale fluire da sole.
Senti le dita che esplorano lo spazio.
È un gesto antico, quasi rituale.
Anche solo due minuti possono cambiare la tua percezione del corpo e portarti in uno stato di calma attiva.
3. Il gesto dell’onda
Quando: sotto la doccia, prima di uscire, in camera.
Quanto dura: 1–3 minuti.
Porta attenzione alla colonna vertebrale.
Con delicatezza, lascia che il corpo si muova come un’onda:
– bascula il bacino in avanti e indietro,
– lascia che il movimento salga lungo la schiena,
– accompagna con le braccia se vuoi.
È un’onda piccola, lenta, sottile.
Un’onda che scioglie, che ammorbidisce, che riporta a casa.
Non è una sequenza da ricordare. È un sentire da accogliere.
5 minuti bastano per ricordarsi chi si è
Non sempre serve un’ora di lezione per tornare in contatto.
A volte bastano 3 respiri, 2 movimenti, 1 gesto sentito.
In queste micro-pratiche non conta la tecnica, ma la presenza.
È la qualità del gesto, non la quantità del tempo, a fare la differenza.
Danza è anche questo: un ascolto quotidiano, semplice, silenzioso.
Una porta che puoi aprire in ogni momento, anche tra una cosa e l’altra.
Il corpo sa riconoscere quell’invito. E ti ringrazierà.


Lascia un commento