Il ritmo del cuore: creare una playlist che segua le tue emozioni

Non solo musica “per danzare”, ma musica che accompagna. Impara a riconoscere ciò che senti e a scegliere i suoni che ti sostengono davvero

C’è una musica che ti fa muovere le anche senza pensarci.
Una che ti scioglie il petto.
Un’altra che ti ferma. Ti fa ascoltare. Ti prende per mano.

Nel danzare — e nella vita — non sempre serve una musica “bella”, veloce o potente.
Serve una musica giusta.
Giusta per quell’attimo, per quella tua emozione, per quel frammento di corpo che cerca espressione.

Creare una playlist personale non è solo un atto pratico.
È un rituale di ascolto.
Un modo per accogliere ogni sfumatura del cuore e tradurla in suono e movimento.

Vediamo insieme come farlo, passo dopo passo.

1. Inizia dall’ascolto interiore

Prima ancora di premere play, ascolta te stessa.
Come stai? Che emozione vibra sotto la superficie?
Non sempre è facile rispondere. A volte c’è un miscuglio, una nebbia.

Puoi aiutarti con una domanda semplice:

“Che ritmo ha il mio cuore, oggi?”

È lento, come dopo un sogno?
È nervoso, impaziente?
È vuoto? Appesantito? In cerca?

Non serve definire con precisione. Basta cogliere una sensazione.


2. Crea spazi sonori, non solo categorie musical

Le tue playlist non devono obbedire ai generi, ma alle emozioni.

Puoi creare sezioni come:
🎵 “Per quando mi sento persa”
🎵 “Per lasciarmi andare”
🎵 “Per riemergere”
🎵 “Per sentirmi potente”
🎵 “Per danzare con dolcezza”
🎵 “Per ascoltarmi meglio”

Ogni brano è un piccolo paesaggio.
Un luogo in cui entrare, rimanere un po’, e poi uscirne trasformata.

3. Scegli con il corpo, non solo con le orecchie

Ascolta i brani muovendoti. Anche solo con una spalla, una mano.
Cosa ti succede quando parte la musica?
Ti viene voglia di chiudere gli occhi? Ti si rilassa il respiro?
O senti rigidità, fastidio, noia?

La playlist perfetta non è quella “bella” in assoluto.
È quella che funziona per te, oggi.
Quella che il tuo corpo riconosce come casa, sostegno o trampolino.

4. Prepara anche una “playlist salvagente”

Una raccolta da usare quando sei stanca, bloccata o emotivamente carica.
Brani che conosci bene, che ti riportano a te.
Quelli che funzionano “a occhi chiusi”, anche nei giorni in cui non riesci a sentire niente.

Non è la playlist per esplorare, ma per sopravvivere con grazia.

5. Lascia spazio alla sorpresa

Ogni tanto inserisci un brano nuovo.
Qualcosa che non conosci, che ti incuriosisce.
Il corpo ama anche lo stupore.

Potresti scoprire un ritmo che non avevi mai abitato.
Una cultura sonora che risveglia un pezzo di te rimasto in silenzio.

Una playlist è un diario emotivo che suona

Costruire una raccolta musicale non è solo scegliere canzoni.
È allenare l’ascolto.
È raccontarsi senza parole.
È creare uno spazio in cui corpo ed emozione possano incontrarsi.

E ogni volta che premi play, puoi chiederti:

“Cosa ho bisogno di danzare, adesso?”

Il cuore sa.
E la musica lo accompagna.

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