danzatrice si muove e muove il bacino

Il bacino come centro del sentire: ascolto, fluidità, potere femminile

Scoprire il linguaggio profondo del bacino nella danza orientale: non solo tecnica, ma connessione profonda con la propria energia vitale

C’è un luogo nel corpo che spesso ignoriamo, o controlliamo, o nascondiamo.
Eppure è lì che tutto inizia: il movimento, la vita, l’intuizione profonda.
È il bacino.
Nella danza orientale, è il cuore pulsante di ogni gesto.
Ma prima ancora che tecnico, è un centro di sentire.

Il bacino ascolta prima ancora di muoversi

Se lo osservi danzare da fuori, potresti pensare a un movimento preciso, costruito, geometrico.
Ma da dentro, è un’altra storia.
Il bacino ascolta.
È la zona del corpo che più risponde alle emozioni trattenute, ai pensieri non detti, agli impulsi vitali.
Un piccolo cambio di respiro, e già qualcosa si muove.

Non si tratta di fare.
Si tratta di lasciar fare.

Fluidità, non controllo

Spesso siamo abituate a irrigidire la zona pelvica: per difesa, per abitudine, per tensione.
La danza orientale, con i suoi cerchi, otto, onde e vibrazioni, insegna a sciogliere, a lasciare fluire, a respirare nella morbidezza.

Quando il bacino si ammorbidisce, tutto cambia.
La colonna si raddrizza. Le spalle si aprono. Il respiro si allunga.
È un effetto a cascata, che parte dal centro e nutre ogni parte di te.

Il potere che viene dal basso

Nella cultura patriarcale, per secoli, questa zona è stata controllata, moralizzata, anestetizzata.
Ma il potere femminile — quello autentico, sottile, radicato — vive lì.
È nel gesto che nasce dal basso e si propaga verso l’alto.
Nel movimento che parte dal centro, non dalla testa.
Nel sentire prima ancora che nel capire.

Danzare il bacino è un atto di restituzione.
È riprendersi un linguaggio dimenticato, fatto di onde, terra, acqua, sangue e intuizione.

Dove si nascondono le emozioni

Hai mai sentito il bacino irrigidirsi nei momenti di paura, di rabbia, di frustrazione?
Hai mai notato che a volte fatichi a “sciogliere”, nonostante la tecnica?
È perché lì si annida ciò che non viene espresso: i no mai detti, i desideri trattenuti, le vergogne silenziose.

La danza non li cancella.
Li accoglie.
Li trasforma in movimento, in onde che dicono: sono qui, e posso muovermi di nuovo.

Un invito alla presenza

Per questo, danzare il bacino è molto più che allenare un gesto.
È abitare se stesse.
È entrare in ascolto profondo di ciò che si muove dentro,
e lasciarlo emergere con rispetto, con grazia, con forza.

Non serve esagerare.
A volte basta un’oscillazione impercettibile, un cerchio piccolo e denso,
per sentire che qualcosa si apre.
E non sei più la stessa di prima.

Un gesto antico, sempre nuovo

Il bacino è al centro di molti rituali femminili, danze sacre, movimenti ancestrali.
È il simbolo della creazione, della trasformazione, della ciclicità.

Quando lo danzi con consapevolezza, ti connetti a una memoria antica.
Eppure ogni gesto è nuovo.
Ogni cerchio racconta una storia diversa,
che parla solo a te,
e che solo tu puoi danzare così.

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