Musica che non fa ballare, ma resta accanto. Per ascoltarsi anche nel silenzio
Ci sono giorni in cui il corpo non vuole danzare.
Né correre, né aprirsi, né brillare.
Giorni lenti, pieni di malinconia, stanchezza o vuoto.
Ma anche quei giorni meritano un ritmo.
Uno che non spinge, che non chiede.
Ma che accompagna.
La musica che ascolta con te
Non tutta la musica nasce per ballare.
Alcuni brani sono come braccia aperte: non ti tirano su, ma ti restano accanto.
Ti lasciano essere, sentire, respirare.
E piano piano… riportano la presenza nel corpo.
🎵 La mia playlist per i giorni grigi
Puoi ascoltarla in cuffia, a casa, mentre cammini, prepari il tè o semplicemente respiri.
Per rallentare il battito:
- Weightless – Marconi Union
- An Ending (Ascent) – Brian Eno
- Ascent – Goldmund
Per ascoltarti senza fretta:
- River Flows in You – Yiruma
- First Breath After Coma – Explosions in the Sky
- November – Max Richter
Per accogliere la malinconia:
- Cinema Paradiso (Love Theme) – Ennio Morricone
- Ágætis Byrjun – Sigur Rós
- Divenire – Ludovico Einaudi
Per restare nel corpo:
- Silk Road – Kitarō
- Oud Improvisation – Hossam Ramzy
- Taksim Ney – suono meditativo orientale
Una piccola pratica da fare con la musica
- ● Scegli un brano.
- ● Chiudi gli occhi.
- ● Respira al ritmo della musica, senza muoverti.
- ● Poi lascia che un gesto nasca da solo: una mano, una spalla, un’onda del busto.
- ● Non giudicare. Non forzare. Solo segui.
È la musica che guida. Tu, stavolta, ascolti.
💫
Nei giorni grigi, anche la danza può stare in silenzio.
E la musica può diventare compagnia, carezza, respiro.
Lascia che sia la tua colonna sonora invisibile.
Non per fare.
Ma per restare.


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