una danzatrice del ventre in posa in n magnifico palazzo decorato

Un omaggio alle mie insegnanti e ai loro doni

Ci sono insegnanti che passano, e altre che restano.
Restano non solo nella memoria, ma nelle mani, nei fianchi, nel modo in cui respiri prima di entrare in sala.
Restano nel modo in cui accogli, osservi, insegni a tua volta.
Restano nei gesti che oggi sono tuoi, ma che un tempo hai ricevuto in dono.

Questo è un omaggio a loro.
Alle mie insegnanti.
A quelle che ho seguito per anni e a quelle incontrate per pochi giorni.
A quelle che mi hanno fatta sudare e a quelle che mi hanno insegnato a piangere danzando.
O a farlo senza vergogna.

I doni che riconosci subito

Alcuni regali li vedi subito, come quando ricevi una scatola bella, decorata, con dentro un oggetto che ti somiglia.
Ci sono insegnanti che mi hanno insegnato precisione, cura, disciplina.
Che mi hanno fatto amare il gesto anche quando era scomodo.
Che mi hanno fatto sentire che sì, avevo il diritto di stare lì. Di occupare spazio. Di danzare con dignità.
E questo non era affatto scontato, per me.

Ho ricevuto doni fatti di parole chiare, di sorrisi gentili, di sguardi che dicevano: “Vai, ci sei. Ti vedo.”

Li ho custoditi con gratitudine. Li uso ancora oggi. A volte senza rendermene conto.

I doni che arrivano tardi

E poi ci sono gli altri. Quelli che hai ricevuto senza capirli.
A volte sembravano rimproveri, o silenzi freddi, o attese frustranti.
Li ho compresi molto dopo, quando ero io ad aspettare il momento giusto per parlare a una mia allieva.
Quando ero io a lasciare uno spazio vuoto perché serviva silenzio, non un altro consiglio.
Quando mi sono accorta che certi gesti non erano durezza, ma fiducia. Fiducia nella mia autonomia.
E allora ho capito: quello era un dono. Solo che allora non sapevo ancora come scartarlo.

Ci sono insegnanti che mi hanno insegnato cose che non ero pronta a imparare. Ma sono rimaste lì, in un angolo della memoria corporea, finché non è arrivato il momento.

Il filo che continua

Oggi, quando entro in sala, porto con me un filo invisibile.
Un filo che unisce me a loro.
Che attraversa il tempo, i luoghi, le storie.
Un filo fatto di rispetto, di cura, di passaggi silenziosi.

A volte mi chiedo se le mie insegnanti sanno quanto le porto con me.
Forse no.
Forse non lo sapranno mai.
Ma la danza è anche questo: una memoria viva che si trasmette, anche senza parole.

E allora questo omaggio è anche un grazie.
A chi mi ha accompagnata.
A chi mi ha formata.
A chi mi ha permesso di inciampare, senza togliermi la possibilità di rialzarmi danzando.


Comments

2 risposte a “Un omaggio alle mie insegnanti e ai loro doni”

  1. Avatar Le perle di R.

    Bellissimo omaggio Francesca 🌹

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    1. Avatar Francesca

      Sarò sempre grata a loro ❤️

      Piace a 1 persona

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