Non succede sempre. Ma quando succede, lo sai.
Non stai solo ascoltando una canzone.
Ti si siede accanto, ti attraversa il petto, e per qualche istante — o per sempre — si stabilisce lì.
Mi è capitato in momenti strani, nemmeno troppo solenni.
Una volta in macchina, sotto la pioggia.
Un’altra mentre lavavo i piatti.
Oppure dopo un addio, quando una canzone sembrava sapere qualcosa di me prima ancora che lo capissi.
Quando una musica ti abita, non c’è bisogno di capirla.
Ti riconosci in lei.
Come se le sue note avessero le tue stesse cicatrici, o il tuo stesso desiderio di cominciare da capo.
🌿 In certi periodi della vita, mi rifugiavo in “Teardrop” dei Massive Attack.
Era il mio rifugio silenzioso, il mio modo di sentirmi viva anche nella stanchezza.
Altre volte ho ballato scalza in salotto su “Breathe Me” di Sia, perché trattenere il dolore mi sembrava più faticoso che lasciarlo fluire.
Poi ho scoperto il potere della musica orientale.
Un brano come “Longa Nahawand” riesce a portarmi altrove: dentro di me, eppure in un luogo mai visto.
E il ney… quel flauto così sottile, così umano… mi ricorda che anche i sospiri hanno una loro musica.
Oggi, quando sento che qualcosa dentro si sta spostando — una consapevolezza, un lutto piccolo, una voglia di cambiare —
cerco una musica che mi abiti di nuovo.
La lascio entrare. E resto in ascolto.
🎧 Consigli pratici se vuoi lasciarti abitare da una musica:
- Non cercare la canzone perfetta. Lasciati trovare. Apri una playlist, scorri senza scopo, finché qualcosa ti ferma.
- Ascoltala in movimento. Cammina, muoviti, balla piano. Lascia che il corpo la assorba, non solo le orecchie.
- Crea una “playlist-emozione”. Una per la malinconia, una per la forza, una per i giorni in cui vuoi ricominciare.
- Riascolta i brani legati ai momenti importanti. Spesso contengono un messaggio ancora valido.
- Prova la musica strumentale orientale. Oud, ney e tabla parlano senza parole. Ti portano dentro senza chiedere permesso.
C’è una musica che ti abita, oggi?
Scrivila, conservala, ascoltala ancora.
Perché a volte basta un brano per ricordarti chi sei.


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