Non ho mai creduto all’idea dell’insegnante che sa tutto.
Mai sentita mia.
La verità è che ogni volta che entro in sala, porto sì la mia esperienza, ma vengo anche per imparare.
Imparare da loro.
Le mie allieve.
Le mie specchi.
Perché è così che le sento: specchi vivi, mobili, affettuosi, a volte spietati, ma sempre sinceri.
Specchi che mi riflettono ogni giorno, senza filtri.
Le allieve ti guardano davvero
Le allieve ti osservano. Non solo i passi.
Guardano come cammini, come reagisci a un errore, come ascolti.
Captano i tuoi silenzi, le tue esitazioni, i tuoi entusiasmi veri.
Sentono quando sei presente e quando no.
Non puoi fingere.
E questa è una delle cose più belle e più difficili dell’insegnare.
In loro vedo riflessa la mia coerenza, ma anche le mie fragilità.
Vedo quello che ho capito e quello che ancora mi manca.
Vedo la gioia quando una danza scivola via fluida…
…e vedo la frustrazione quando una consegna non arriva, quando una voce interiore le blocca, e io non so come liberarle.
Eppure, ogni volta che le guardo danzare, sento una gratitudine che mi allarga il petto.
Mi insegnano ogni giorno
Mi insegnano ad avere pazienza.
A non dare mai nulla per scontato.
A capire che ogni corpo ha il suo tempo.
Mi insegnano il coraggio: quello di mettersi in gioco, anche con la paura addosso.
Mi insegnano a essere gentile con me stessa. Perché come posso chiedere loro di accogliersi se io per prima mi giudico?
Ci sono momenti in cui vedo una scintilla accendersi in una delle mie allieve.
Un gesto che finalmente si libera.
Una mano che si apre senza paura.
Un sorriso che arriva dopo mesi di tensione.
E lì, ogni volta, sento che tutto ha senso.
Specchi che trasformano
Non sono allieve, sono compagne di viaggio.
Mi costringono – con dolcezza e verità – a rimanere fedele a ciò che sono, ma anche a crescere.
A rivedere vecchi schemi. A cambiare.
Mi fanno domande che non mi ero mai fatta.
Mi ricordano perché ho iniziato.
Mi riportano al cuore della danza: la relazione. Il corpo. L’umano.
Ogni classe è un mondo, ogni incontro è un’eco.
Un messaggio da portare con sé
Se insegni, non dimenticare mai che anche tu sei allieva.
E se danzi, sappi che sei più di quello che credi.
Non stai solo imparando una tecnica: stai costruendo una nuova possibilità di essere.
E forse, senza saperlo, stai già riflettendo qualcosa di meraviglioso per chi ti guarda.
Alle mie allieve, grazie.
Per quello che mi date.
Per quello che siete.
Per tutto quello che, insieme, continuiamo a scoprire.


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