A volte corriamo senza sapere bene verso cosa.
Seguendo scadenze, suonerie, calendari pieni.
Il tempo fuori detta il passo — e il corpo prova a stare dietro.
Finché qualcosa, dentro, rallenta.
O si inceppa.
O sussurra: “non è il mio ritmo.”
Questa settimana scelgo di ascoltare il mio ritmo interiore.
Quello che non si misura in minuti, ma in respiri.
Quello che non ha a che fare con la produttività, ma con la presenza.
Un tempo che non corre, ma pulsa.
🔴 Una parola che danza
Ritmo.
Chiudi gli occhi.
Batti dolcemente le mani sul petto.
Poi sulle gambe.
Trova un tempo che ti appartiene.
Non importa se lento, irregolare, incerto.
È tuo.
E questo basta.
🌙 Il gesto della sera
In piedi, radica i piedi al suolo.
Oscilla lentamente da un lato all’altro.
Lascia che il respiro accompagni il movimento.
Come un pendolo che si calma da solo.
Non serve arrivare da nessuna parte:
basta dondolare finché il corpo si quieta.
👣 Il rituale del giorno
Scegli un momento — anche solo due minuti.
Appoggia una mano sul cuore, una sul ventre.
Chiudi gli occhi.
Senti il battito.
Senti il respiro.
Senti se corrispondono.
Lascia che si accordino, come strumenti.
🎵 Musica per entrare nel proprio tempo
Tre brani da ascoltare come si ascolta il battito della terra:
- Heartbeat – José González
- Desert Dancer – Niyaz
- Om Namah Shivaya (Sacred Earth) – Sacred Earth
Non seguire il ritmo.
Sentilo.
E lascia che il tuo corpo risponda, come vuole.
Il ritmo interiore non ha bisogno di essere giustificato.
È la tua misura, il tuo passo, la tua voce.
Quando lo ascolti, tutto il resto si accorda.
Anche il mondo.


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