noor che danza col doppio velo a teatro

Affrontare l’esposizione e la vulnerabilità

Quando la danza ci mette a nudo, e ci insegna a restare

Ci sono momenti, durante una lezione di danza, in cui ci si sente… scoperti.
Non solo nel corpo, ma nell’anima.
Un gesto che non riesce, uno sguardo che incrocia il nostro nel riflesso dello specchio, una parte di noi che si muove e ci ricorda quanto abbiamo desiderato nasconderla.

La danza, in particolare quella orientale, ci invita a stare in uno spazio profondamente corporeo ed emotivo.
E questo, spesso, significa affrontare una sensazione che molte di noi conoscono bene: la vulnerabilità.

Vulnerabilità non è debolezza

In un mondo che ci chiede costantemente di essere “in controllo”, “brave”, “all’altezza”, mostrare una parte fragile può sembrare pericoloso.
Ma la vulnerabilità non è il contrario della forza.
È ciò che accade quando ci permettiamo di essere autentiche, anche con le nostre incertezze.

Quando danziamo, non possiamo mentire al corpo.
Se siamo tese, si vede.
Se siamo emozionate, si sente.
Se stiamo trattenendo qualcosa, prima o poi emergerà — magari in un tremolio, in un movimento bloccato, in una lacrima improvvisa.

Ma proprio lì, in quel punto di rottura, c’è una possibilità di rinascita.
Una nuova intimità con noi stesse.
Una nuova fiducia.

Esporsi senza svelarsi del tutto

Esporsi non significa raccontare tutto di sé, ma permettersi di esserci.
Con il corpo. Con la voce. Con la presenza.

Nella danza orientale questo atto ha qualcosa di sacro.
Anche quando siamo in gruppo, anche quando i gesti sono condivisi, ognuna danza da uno spazio unico. E quella presenza — imperfetta, autentica, viva — è già esposizione.

Ciò che fa paura non è solo il giudizio degli altri, ma il nostro sguardo.
Imparare a osservarsi con dolcezza è parte della pratica.
E può essere trasformativo.

Spunti pratici per accogliere l’esposizione

  1. Comincia da spazi protetti
    Danza da sola, in una stanza dove ti senti al sicuro. Chiudi gli occhi. Lascia che il movimento arrivi senza cercare di correggerlo. Com’è danzare senza essere vista?
  2. Scegli un gesto vulnerabile
    Esplora un gesto che ti mette in contatto con la tua fragilità: portare la mano al cuore, aprire le braccia, abbassare lo sguardo. Prova a danzarlo come se raccontassi qualcosa di te.
  3. Normalizza il tremore
    Il tremore non è un errore. È un segnale che stai toccando qualcosa di vero. Può essere una porta, non un ostacolo.
  4. Usa lo sguardo come alleato
    Guardati allo specchio non per giudicarti, ma per riconoscerti. All’inizio può fare paura. Ma con il tempo, lo specchio può diventare complice.
  5. Rifletti: cosa temi davvero?
    Scrivi: “Cosa succederebbe se mi lasciassi vedere per come sono?”
    A volte, nominarlo è già un modo per renderlo più piccolo.

Esporsi richiede coraggio.
Ma è anche il primo passo verso una connessione più profonda con noi stesse e con gli altri.
La danza non ci chiede di essere perfette.
Ci chiede solo di esserci.
E a volte, essere presenti — anche con il cuore che batte troppo forte — è il gesto più potente che possiamo fare.

Comments

2 risposte a “Affrontare l’esposizione e la vulnerabilità”

  1. Avatar Le perle di R.

    Vedersi e sentirsi così come siamo ci aiuta ad accettarci e pertanto a stare bene con noi stessi e trasformarci.

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    1. Avatar Francesca

      Grazie Rita. Sentirsi è importante per poi vedersi davvero 🌺

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