danzatrice disegnata stile carboncino

Un gesto, un errore, un insegnamento

C’è un gesto che non dimentico.
Un movimento che non è andato come doveva.
Un passo sbagliato, una sequenza confusa, un momento in cui il corpo si è rifiutato di seguire.

All’epoca mi sembrò una catastrofe.
Ero giovane, piena di aspettative, convinta che la danza fosse controllo, precisione, perfezione.
E invece, quel giorno, il mio corpo fece qualcosa che non avevo previsto.
Un inciampo.
Un’apertura fuori tempo.
Un’improvvisazione forzata che non aveva nulla di armonico.
Mi sentii nuda, giudicata, fuori posto.

Eppure…
Quello è stato uno dei momenti più importanti della mia storia danzante.

L’errore come porta

Per molto tempo ho cercato di evitare gli errori.
Correggevo ogni dettaglio, cercavo approvazione, ripetevo fino allo sfinimento.
Poi ho capito: l’errore è una porta.
Ti costringe a fermarti, a guardare, a chiederti cosa stai cercando davvero.

Quel gesto “sbagliato” mi ha costretta ad ascoltarmi.
A capire dove mi stavo forzando, dove il movimento non nasceva più da dentro ma da fuori, dalla voglia di piacere, di riuscire, di dimostrare.

Mi ha insegnato che l’imprevisto, se accolto, può rivelarti qualcosa di vero.
Che non è cadendo che sbagli, ma giudicandoti per essere caduta.

Da quell’errore in poi

Da quel giorno, ho iniziato a danzare con un po’ più di umiltà.
E molta più fiducia.

Ho capito che ogni inciampo è un invito a tornare al corpo con gentilezza.
Che non serve forzare un gesto per farlo sembrare “giusto”.
Che a volte è proprio nell’errore che affiora un movimento autentico, nuovo, più vicino a chi sei in quel momento.

E ho portato tutto questo anche nell’insegnamento.

Quando un’allieva sbaglia

Quando un’allieva sbaglia un passo, non vedo più un errore.
Vedo una soglia.
Un punto fragile e potente in cui può nascere qualcosa.
Non corro a correggere subito.
Aspetto. Guardo. Ascolto.
A volte lascio che quel gesto “fuori forma” si ripeta, si espanda, prenda spazio.

Perché l’errore è anche questo: un linguaggio che non è stato ancora compreso.
E che può diventare scoperta, trasformazione, libertà.

Un pensiero per chi inciampa

Se stai imparando a danzare – o anche solo a vivere – e ti capita di sbagliare, ricordati questo:
non sei sbagliata.
Stai cercando.
Stai provando.
E ogni volta che inciampi, hai la possibilità di riscrivere la tua danza da un luogo più profondo.

Perché a volte, da un passo fuori tempo, nasce finalmente il tuo ritmo.


“L’errore non è la fine del gesto. È l’inizio dell’ascolto.”

Comments

2 risposte a “Un gesto, un errore, un insegnamento”

  1. Avatar Le perle di R.

    È il tentativo

    "Mi piace"

    1. Avatar Francesca

      Tentar non nuoce. Ciao Rita, grazie!

      Piace a 1 persona

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