danzatrice dipinta con colori pastello in posa

Specchi e riflessi: l’immagine corporea in movimento

Come la danza trasforma la percezione di sé

Per molte donne, lo specchio è un giudice silenzioso.
Ci si guarda per cercare difetti, per controllare, per misurare. Raramente ci si guarda per sentirsi.

Lavorando con la danza orientale da tanti anni, ho visto spesso questo copione trasformarsi.
Donne che all’inizio evitavano il proprio riflesso, o si scrutavano con diffidenza. Donne che dicevano: “Io non riesco a guardarmi mentre ballo.”
E poi, poco alla volta, qualcosa cambia.

L’immagine corporea: una relazione da riscrivere

Non nasciamo con un’immagine corporea.
La costruiamo nel tempo, attraverso gli sguardi degli altri, i messaggi ricevuti, le esperienze vissute.
A volte, quell’immagine diventa una gabbia: vediamo solo ciò che non va, ciò che andrebbe “corretto”.

Ma la danza — soprattutto la danza orientale, con il suo approccio morbido, accogliente, femminile — ci invita a costruire un’altra relazione con il corpo.
Non basata sull’aspetto, ma sulla presenza.
Non sulla forma, ma sulla funzione emotiva del gesto.

Lo specchio come alleato, non come giudice

Nella sala di danza c’è spesso uno specchio.
E all’inizio, può essere spietato.
Ci mostra rigidità, incertezze, goffaggini.
Ma poi, con la pratica e la cura, lo stesso specchio può diventare un alleato.

Quando danziamo senza l’ossessione della perfezione, possiamo finalmente vederci davvero.
Vediamo il respiro che muove il gesto, la concentrazione nello sguardo, la storia che emerge dai fianchi o dalle mani.

La danza orientale permette questo: riconoscersi nel movimento.
E quando ci riconosciamo, iniziamo a guardarci con occhi diversi.

Cinque modi in cui la danza trasforma l’immagine di sé

  1. Si passa dal giudizio al sentire
    Invece di pensare “sto bene o sto male?”, ci si chiede: “Come mi sento mentre mi muovo?” E questa semplice domanda apre uno spazio di gentilezza.
  2. Il corpo diventa mezzo, non ostacolo
    Non è più qualcosa da nascondere o migliorare, ma uno strumento con cui comunicare, esplorare, raccontarsi.
  3. Si scopre la propria unicità
    Non importa se il movimento è identico a quello dell’insegnante. Conta che sia vivo. Che parli di te.
  4. Lo sguardo cambia funzione
    Impariamo a guardarci non per controllare, ma per connetterci. Lo specchio diventa una finestra, non uno specchio deformante.
  5. Aumenta l’autoefficacia corporea
    Quando ci accorgiamo che “possiamo fare qualcosa”, che siamo capaci di apprendere, migliorare, esprimere… si rafforza l’autostima.

Esercizio semplice da provare

Danza davanti allo specchio per 3 minuti, senza musica.
Lascia che il corpo si muova spontaneamente. Osserva cosa succede dentro di te. Non giudicare. Solo nota. Alla fine, scrivi una frase che descriva come ti sei sentita. Ripeti per qualche giorno. Vedrai che qualcosa cambia.

Cambiare il modo in cui ci vediamo non significa “piacerci” a tutti i costi.
Significa ritrovare casa nel nostro corpo.
E la danza può accompagnarci in questo cammino, passo dopo passo, gesto dopo gesto.
Fino a guardarci allo specchio — finalmente — con un sorriso. Non perché siamo perfette, ma perché siamo presenti.

Comments

2 risposte a “Specchi e riflessi: l’immagine corporea in movimento”

  1. Avatar Le perle di R.

    Ci sono tante verità in questo articolo

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    1. Avatar Francesca

      Ero indecisa se pubblicarlo oppure no, alla fine mi sono decisa. 🌺

      Piace a 1 persona

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