Siamo abituati ad ascoltare con le orecchie.
Ma il corpo intero può ascoltare, se gli diamo il tempo.
Ascolta l’aria sulla pelle. Il peso dei piedi a terra. Il battito che cambia a seconda dei pensieri.
E poi c’è l’ascolto che arriva prima delle parole.
Quello che non cerca risposte, ma connessione.
Questa settimana cammino con la parola ascolto.
Non come azione passiva, ma come gesto attivo e profondo.
Un’attenzione che si muove dal fuori al dentro.
Dalle orecchie al cuore. Dal cuore al corpo.
🌀 Una parola che danza
Ascolto.
Muoviti in silenzio.
Lascia che sia il corpo a scegliere il prossimo gesto.
Non pensare a cosa fare — aspetta.
A volte il movimento arriva da solo, se c’è spazio.
E se non arriva, anche quello è ascolto.
👂 Il gesto della sera
Siediti comoda.
Chiudi gli occhi.
Posa entrambe le mani sulle orecchie, con delicatezza.
Il mondo si ovatta. Il rumore si attenua.
Resta lì, respirando.
È il momento in cui puoi sentire davvero.
👣 Il rituale del giorno
Tocca lentamente tre parti del corpo: le orecchie, il petto, i piedi.
Fallo come un piccolo rito.
Le orecchie per accogliere.
Il petto per sentire.
I piedi per restare.
Respira in ogni punto, come se lì si aprisse uno spazio.
🎵 Musica per ascoltare col corpo
Tre brani da ascoltare senza fare niente, solo essere:
- Now I Let It Go – Ólafur Arnalds
- Undone – Nils Frahm
- Echoes of Time – Anoushka Shankar
Lasciali scivolare.
Non seguire il ritmo.
Segui quello che si muove dentro di te mentre li ascolti.
L’ascolto è uno spazio.
Un tempo senza fretta.
Un invito gentile a essere presenti, interi, vivi.
Non per capire…
ma per sentire.


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