noor a teatro vestita con costume tribal

Quando la danza mi ha tenuta viva

C’era un tempo in cui mancava tutto.
Mancavano le certezze, mancavano le parole giuste, mancava perfino la voglia di alzarsi dal letto.
Un tempo grigio, immobile, in cui i pensieri giravano in tondo e il cuore faceva fatica a stare al passo con i giorni.
Eppure, una cosa c’era: la danza.

Non ero luminosa. Non ero energica.
Non ballavo con gioia.
Ballavo perché era l’unico modo che avevo per respirare.

Il gesto come ancora

Quando il mondo dentro sembrava crollare, il corpo è stato la mia casa.
Poche cose riuscivo a sentire davvero: il contatto del piede con il pavimento, il suono della musica nelle ossa, il respiro che tornava, lento, appena danzavo.
Il gesto era ancora: mi teneva, mi riportava, mi diceva senza parole: “Sei qui. Ancora qui.”

Non cercavo bellezza.
Non cercavo perfezione.
Cercavo vita.
E nella danza, la trovavo.
A modo suo, cruda, spezzata, ma viva.

Quando danzare è un atto di sopravvivenza

Chi non ha mai attraversato certi vuoti forse non può capire.
Ma chi ci è passato sa cosa vuol dire appoggiarsi a qualcosa che non ha bisogno di spiegazioni.
La danza non mi ha chiesto di essere felice.
Mi ha chiesto solo di esserci.

Potevo entrare in sala con le lacrime agli occhi.
Potevo sbagliare ogni passo.
Potevo non voler parlare con nessuno.
Ma bastava iniziare a muovermi – anche solo un braccio, anche solo il bacino – perché qualcosa si aprisse.

Una crepa.
Uno spiraglio.
Un filo di presenza che bastava per andare avanti.

Oggi lo so

Oggi so che non è stato un periodo da superare: è stato un passaggio.
Doloroso, sì. Ma anche rivelatore.
Perché mi ha mostrato la parte più essenziale della danza: quella che non si vede nei video, quella che non sale sul palco, quella che non ha bisogno di applausi.

Mi ha mostrato che si può danzare anche quando tutto il resto crolla.
Anzi: che a volte è proprio lì che la danza trova la sua verità più profonda.

Un messaggio per chi sta attraversando un tempo difficile

Se stai vivendo un momento in cui tutto sembra spento, se le parole non bastano e i giorni sembrano troppo lunghi…
torna al gesto.
Qualsiasi gesto.
Un braccio che si solleva. Una mano che si apre. Un piede che si muove a tempo con il tuo respiro.

Non serve farlo bene.
Non serve nemmeno farlo per forza.
Ma se trovi il coraggio di cominciare, anche solo un poco, forse sentirai che sei viva.
E che quel piccolo movimento è già inizio.

Perché a volte basta danzare.
Non per guarire tutto.
Ma per restare.

“Quando mancava tutto, la danza mi ha tenuta. E mi ha insegnato a tenermi.”

Comments

2 risposte a “Quando la danza mi ha tenuta viva”

  1. Avatar Le perle di R.

    C’è tanto di te

    "Mi piace"

    1. Avatar Francesca

      Grazie Rita! Contano tanto queste tue parole ❤️

      Piace a 1 persona

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