alcuni strumenti arabi in fila sopra un tappeto persiano

5 strumenti che raccontano il Medio Oriente attraverso il suono

Un viaggio musicale tra vibrazioni antiche, emozioni profonde e gesti danzanti

Ogni suono ha una radice, ogni ritmo una storia.
Quando danzi musica mediorientale, non stai solo seguendo un tempo: stai danzando con strumenti che portano dentro secoli di cultura, tradizione, trasformazione.
Alcuni strumenti “parlano” al corpo, altri all’anima.
E ascoltarli consapevolmente può cambiare il modo in cui ti muovi, senti, vivi la danza.

Ecco 5 strumenti tradizionali del Medio Oriente che raccontano — ognuno a modo suo — una parte di quel mondo.

1. Darbuka (o tabla) – Il cuore pulsante della danza

È forse lo strumento più iconico della danza orientale. Il suo suono secco, deciso, ritmato accompagna i colpi, le vibrazioni, gli accenti del corpo.

Cosa comunica:
Forza, radicamento, vitalità.
È il tamburo che chiama all’azione, che scandisce i passi, che risveglia il bacino.
Nelle routine di tecnica, la darbuka è compagna fedele.

Ascolta:
Un solo di percussioni e osserva come il corpo vuole rispondere, anche senza pensarci.

2. Qanun – La voce delle emozioni

Simile a una cetra, il qanun è uno strumento a corde pizzicate, capace di melodie delicate, malinconiche, sognanti.
Spesso accompagna i brani più intensi e introspettivi.

Cosa comunica:
Emozione, profondità, nostalgia.
Quando danzi un taqsim lento o una parte lirica, è il qanun a guidarti nell’ascolto interiore.

Ascolta:
Le variazioni leggere, quasi sussurrate: ogni nota può diventare un gesto.

3. Ney – Il respiro dell’anima

È un flauto di canna, dal suono soffiato, arcaico, a tratti struggente.
Il ney non accompagna: racconta, sospira, chiama.

Cosa comunica:
Spiritualità, mistero, delicatezza.
Perfetto per improvvisazioni lente, momenti di raccoglimento, danza interiore.

Ascolta:
Come inizia e finisce ogni frase musicale: il silenzio intorno è parte della sua magia.

4. Oud – Il narratore antico

L’oud è un liuto dalla cassa armonica larga e dal suono caldo, profondo. È uno degli strumenti più antichi della musica araba e persiana.

Cosa comunica:
Storia, terra, racconto.
Le sue melodie parlano di viaggi, deserti, ritorni.
Quando accompagna la danza, invita a muoversi in ascolto, quasi camminando nella memoria.

Ascolta:
Un’improvvisazione di oud e lasciati guidare da ciò che evoca: paesaggi, emozioni, volti.

5. Riq – Il cerchio che danza

È un piccolo tamburello a sonagli, ma nelle mani di un maestro diventa uno strumento ricchissimo.
Ha una doppia anima: può essere dolce o travolgente.

Cosa comunica:
Gioco, eleganza, precisione.
Il riq accompagna molti brani classici, sottolineando movimenti raffinati, giochi di spalle, vibrazioni delicate.

Ascolta:
La varietà dei suoni: non solo ritmo, ma anche melodia percussiva.

Un invito all’ascolto danzante

Scegli uno di questi strumenti.
Cerca un brano in cui sia protagonista.
Non danzare subito. Ascolta.
Poi chiudi gli occhi, respira… e lascia che il corpo risponda.

Perché ogni strumento non è solo suono. È linguaggio.
È memoria.
È danza che viene da lontano.

Comments

2 risposte a “5 strumenti che raccontano il Medio Oriente attraverso il suono”

  1. Avatar Le perle di R.

    Sei esperta anche di strumenti orientali vedo, non solo di danza

    "Mi piace"

    1. Avatar Francesca

      Esperta no, ne conosco alcuni, ma non li suono, zagat a parte. Ciao Rita e grazie

      Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Le perle di R. Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.