Quando inspirare, quando lasciar andare — e perché fa la differenza
Respiriamo mentre danziamo. Sempre. Ma non sempre ce ne accorgiamo.
Eppure il respiro è la chiave che apre il gesto, lo spazio invisibile tra un movimento e l’altro, il filo che unisce corpo, emozione e intenzione.
Un movimento eseguito trattenendo il fiato non ha la stessa qualità di un gesto che nasce da un respiro pieno, consapevole.
Danzare con il respiro cambia tutto.
In questo articolo esploriamo quando inspirare, quando espirare e come usare il respiro per liberare il movimento.
1. Il respiro come guida, non come correzione
Molte danzatrici iniziano a pensarci solo quando sentono il fiato corto, la stanchezza, il blocco. Ma il respiro non è un dettaglio tecnico, è un alleato.
Consiglio pratico:
Inizia ogni sessione con qualche respiro profondo. Non per “ossigenare” ma per entrare nel corpo.
Ascolta dove respiri. Petto? Addome? Schiena?
Poi lascia che il movimento arrivi da lì.
2. Quando inspirare: apertura, elevazione, ricezione
L’inspirazione accompagna naturalmente i gesti che si aprono, che vanno verso l’alto, che accolgono.
Sollevare le braccia, aprire il petto, ruotare lo sguardo verso il cielo: questi sono momenti in cui l’aria entra con naturalezza.
Esempi nella danza:
– Quando inizi una sequenza, inspira come se ti preparassi ad accogliere il movimento.
– Quando apri le braccia, pensa a ricevere.
3. Quando espirare: discesa, radicamento, rilascio
L’espirazione è il momento in cui lasci andare.
Accompagna i gesti discendenti, le onde che si chiudono, i momenti di radicamento e vibrazione.
È anche il respiro delle emozioni che si liberano.
Esempi nella danza:
– Quando scendi con il bacino o con il busto, espira.
– Quando fai una vibrazione o un colpo netto, lascia uscire l’aria.
– Dopo una sequenza intensa, una lunga espirazione ti riporta “a casa”.
4. Il respiro emozionale: quando senti, n0n controlli
Ci sono momenti in cui il respiro cambia senza che tu lo decida.
Un gesto ti tocca, una musica ti smuove… ed ecco che il fiato accelera, si blocca, si espande.
Non c’è giusto o sbagliato: c’è verità.
Ascolto suggerito:
Fai una breve improvvisazione con una musica lenta.
Non pensare a nulla. Solo ascolta: come respiri mentre ti muovi?
Cosa cambia nel gesto se lasci fluire il fiato?
5. Respiro e ritmo: danzare nello spazio tra un battito e l’altro
Il respiro ha un tempo.
La musica ha un tempo.
Quando si incontrano, la danza si fa viva.
Non serve respirare “a tempo di musica”, ma sentire quando è il momento di riempirsi… e quando svuotarsi.
Esercizio breve:
– Inspira su 4 tempi lenti mentre sollevi le braccia
– Espira su 4 tempi mentre le fai scendere
– Ripeti
Poi prova a improvvisare liberamente, mantenendo questo dialogo tra respiro e ritmo.
Infine
Danzare respirando è danzare ascoltando.
Ogni gesto ha bisogno di un respiro per nascere.
Ogni pausa ha bisogno di un respiro per rientrare.
Il respiro è ciò che trasforma la forma in presenza.
E ogni volta che lo lasci entrare davvero… anche la tua danza si apre un po’ di più.


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