Ascoltare i ritmi interni per danzare in armonia con il proprio tempo
Ogni corpo ha un tempo che gli appartiene. Un ritmo che non segue l’orologio né le richieste del mondo esterno, ma pulsa dall’interno, come una marea silenziosa. A volte lo sentiamo, altre volte lo ignoriamo, cercando di danzare sempre alla stessa intensità, come se la vita fosse un’unica, continua coreografia. Ma il corpo non è una macchina: è un universo di cicli, aperture e ritiri, luce e ombra, pieni e vuoti.
Riconoscere il proprio ritmo significa accogliere il cambiamento come parte della danza.
Ci sono giorni di espansione, in cui l’energia fluisce leggera e il movimento si apre verso l’esterno. E ci sono giorni di raccoglimento, in cui tutto invita a tornare dentro, a muoversi piano, a lasciare che il gesto nasca dal respiro più che dalla volontà. In entrambi i momenti c’è una forma di bellezza: la prima brilla, la seconda nutre.
Per le donne, il corpo ciclico è spesso legato al ritmo mestruale, ma può anche seguire cicli energetici, stagionali o emotivi. Imparare ad ascoltarli significa danzare in armonia con ciò che siamo, invece di forzare un movimento che non ci appartiene. Ogni fase ha un suo linguaggio: quella creativa e luminosa che espande, quella profonda che rigenera, quella sospesa che osserva, quella intuitiva che guida.
Nella danza, onorare i cicli non è un limite, ma un atto di libertà.
È scegliere di muoversi in modo autentico, di lasciare che la musica interna decida il ritmo. È scoprire che anche la quiete è una forma di danza, e che fermarsi, a volte, è il gesto più potente che possiamo fare.
Quando entriamo in sintonia con il nostro tempo, la danza cambia.
Non è più una sequenza da eseguire, ma un modo per ascoltare la vita che ci attraversa.
E allora ogni passo, ogni respiro, ogni silenzio diventa parte del ciclo: un invito a restare in contatto con la propria natura mutevole, e a danzare con lei, non contro di lei.


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