Quest’anno non voglio parlare di luci, regali o tavole imbandite.
Voglio parlare di presenza.
Di quel modo silenzioso che abbiamo di esserci, anche quando siamo stanchi, anche quando qualcosa dentro di noi tace o pesa.
Ogni Natale porta con sé un piccolo inventario dell’anima: chi c’è, chi non c’è più, chi ci manca, chi abbiamo ritrovato. Io sento tutto questo insieme — la gratitudine e la malinconia, la voglia di abbracciare e il bisogno di restare un po’ in disparte.
E forse è proprio questo, il mio modo di sentire il Natale: non come un giorno perfetto, ma come un tempo sospeso in cui permettersi di essere veri.
A chi, come me, ha imparato che la luce non serve ad abbagliare ma a scaldare,
a chi sta cercando di riposare, di ricominciare, o solo di respirare più piano,
auguro un Natale gentile.
Un Natale che non chieda nulla, ma accolga tutto.
Che riporti a casa — nel corpo, nel cuore, nelle piccole cose che contano davvero.
Con affetto,
✨ Francesca


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