Allargare la percezione per muoversi nello spazio senza controllare tutto
Guardare senza fissare
Nella danza lo sguardo viene spesso associato all’espressività: seguire una mano, incontrare il pubblico, accompagnare una direzione. Esiste però un altro modo di usare gli occhi, meno evidente e molto interessante: non concentrare tutta l’attenzione su un unico punto, ma lasciare che lo sguardo si allarghi.
La visione periferica permette di percepire ciò che accade ai margini del campo visivo senza dover girare continuamente la testa o spostare gli occhi da un punto all’altro. Non significa guardare in modo distratto. Al contrario, significa ampliare l’attenzione.
Durante la danza questa capacità può modificare profondamente il rapporto con lo spazio.
Dal punto alla scena intera
Immaginiamo di danzare in gruppo. Concentrandosi esclusivamente sulla persona davanti, tutto ciò che accade lateralmente rischia di scomparire. Per controllare la posizione delle altre danzatrici sarà necessario voltarsi, cercarle con lo sguardo oppure affidarsi continuamente a un riferimento preciso.
Allargando la percezione, invece, è possibile mantenere lo sguardo orientato davanti e contemporaneamente avvertire una presenza che si muove a destra, uno spostamento a sinistra, la distanza da un’altra persona o il limite dello spazio disponibile.
Non si tratta di vedere ogni dettaglio. Si tratta di sapere che quel dettaglio esiste.
La differenza è sottile, ma cambia la qualità della presenza.
Meno controllo, più orientamento
Controllare continuamente ciò che accade intorno può rendere il movimento rigido. Gli occhi cercano informazioni, la testa segue, il corpo reagisce e una parte dell’attenzione viene sottratta alla musica e alle sensazioni interne.
La visione periferica offre un’altra possibilità: orientarsi senza controllare tutto.
Può essere particolarmente utile negli spostamenti. Se si attraversa la sala diagonalmente, per esempio, non è necessario guardare continuamente il pavimento o verificare la posizione delle altre persone. Uno sguardo più ampio permette di mantenere la direzione e, nello stesso tempo, raccogliere informazioni sull’ambiente.
Il movimento può così restare più continuo e naturale.
Un esercizio semplice per allargare lo sguardo
Si può sperimentare anche senza danzare.
In piedi, scegli un punto davanti a te e guardalo senza irrigidire gli occhi. Poi, mantenendo lo sguardo nella stessa direzione, prova ad accorgerti di ciò che esiste ai lati.
Non cercare gli oggetti uno per uno. Percepisci semplicemente colori, forme, luce, movimento.
A questo punto inizia lentamente a spostare il peso da un piede all’altro. Poi aggiungi qualche passo, continuando a mantenere lo sguardo morbido e aperto.
La difficoltà iniziale sarà probabilmente quella di tornare a fissare qualcosa. È normale: siamo abituati a usare la vista soprattutto per identificare e controllare.
L’esercizio consiste proprio nel percepire senza dover mettere continuamente a fuoco.
Danzare insieme senza inseguirsi con gli occhi
La visione periferica diventa particolarmente interessante nel lavoro di gruppo.
Pensiamo a una fila di danzatrici che esegue lo stesso movimento. Guardare continuamente chi sta accanto può creare dipendenza: invece di sentire il ritmo e conoscere il proprio gesto, si aspetta inconsapevolmente il movimento dell’altra.
La percezione periferica consente qualcosa di diverso. La presenza delle compagne rimane accessibile, ma non diventa l’unico riferimento.
Si continua a danzare autonomamente e, nello stesso tempo, si resta dentro il gruppo.
È una competenza preziosa perché permette di mantenere insieme due dimensioni apparentemente opposte: la consapevolezza di sé e quella di ciò che accade intorno.
Anche l’equilibrio cambia
Gli occhi partecipano continuamente all’orientamento. Per questo uno sguardo molto rigido può influenzare anche il modo in cui ci muoviamo.
Provare una semplice camminata fissando intensamente un punto e ripeterla con uno sguardo più morbido permette spesso di percepire una differenza. Nel secondo caso il campo visivo sembra ampliarsi e anche il movimento può diventare meno contratto.
Lo stesso vale durante una rotazione o un cambio di direzione. Sapere dove si trovano lo spazio e le altre persone, senza doverle cercare continuamente, può aumentare la sensazione di sicurezza.
Uno sguardo che include
C’è infine un aspetto espressivo, diverso dall’espressività intenzionale del viso.
Uno sguardo eccessivamente concentrato può dare l’impressione che la danzatrice sia chiusa dentro ciò che sta facendo. Uno sguardo aperto, invece, permette alla presenza di estendersi oltre i confini del gesto.
Non significa guardare il pubblico continuamente né costruire un’espressione particolare. Significa includere ciò che c’è.
Lo spazio.
La musica.
Le altre persone.
La propria posizione all’interno dell’insieme.
La visione periferica insegna così qualcosa che riguarda la danza ma anche il modo di usare l’attenzione: essere presenti non significa necessariamente concentrarsi sempre di più.
A volte significa fare esattamente il contrario.
Allargare lo sguardo e scoprire quante cose possiamo percepire senza avere bisogno di controllarle tutte.


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