Ogni insegnante è stata prima un’allieva. E ogni gesto che oggi condivido nasce da ciò che ho vissuto in prima persona
Questo è lo spazio più personale del blog, quello dove abbasso le difese e ti parlo a cuore aperto. Per molto tempo ho pensato di dover mostrare solo la parte forte e risolta di me, ma poi ho capito che è nelle nostre fragilità che si nasconde la connessione più autentica.
Qui dentro troverai le mie storie, i racconti di un percorso fatto di cadute e di rinascite, di dubbi e di illuminazioni. Parlo della mia esperienza non per mettermi al centro, ma per creare un ponte verso la tua. È la mia testimonianza di come la danza, e più in generale l’ascolto di sé, possano diventare ancore di salvezza e bussole per navigare le tempeste della vita.
Spero che leggendo le mie parole tu possa sentirti meno sola nel tuo cammino e trovare l’ispirazione per onorare la tua, meravigliosa e unica, storia personale.
È stato un gesto piccolo, ma per me importante. Interrompere una lezione non è mai neutro. C’è una parte di me che teme di perdere autorevolezza, di sembrare improvvisata, di non “fare abbastanza”. Ma in quel momento ho capito che fare di più sarebbe stato…
Ricordo di essermi fermata all’improvviso, a metà di un movimento. La musica continuava, ma io no. Lo sguardo era rimasto agganciato a un dettaglio che non mi aspettavo: il profilo del ventre, la linea delle spalle, il modo in cui il corpo occupava lo spazio.…
Ricordo con chiarezza un giorno in particolare. La sala era luminosa, lo specchio occupava tutta una parete, e io mi osservavo muovere con attenzione eccessiva. Ogni gesto veniva subito confrontato con un modello ideale: più pulito, più elegante, più “giusto”. Il corpo faceva, la mente…
Non ricordo il suo nome, e forse è giusto così. Di certe persone resta il corpo prima delle parole, il modo in cui occupano lo spazio, la qualità del silenzio che portano con sé. Quel giorno ci eravamo ritrovate nella stessa sala senza esserci mai…
C’è un momento, prima di ogni esibizione, in cui il tempo si ferma. Il sipario è ancora chiuso, le luci non si sono accese, e l’aria dietro le quinte ha un odore particolare — una miscela di legno, cipria, tessuto e respiro trattenuto. Ogni volta,…
Ricordo in particolare una sera d’inverno. La luce era fredda, il parquet lucidato da poco. Mi ero promessa di provare una nuova sequenza, ma appena ho appoggiato i piedi a terra ho sentito una chiusura sottile, quasi impercettibile, come una barriera invisibile che mi tratteneva.…
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