figura femminile che danza stile paper cut colori pastello

Ogni insegnante è stata prima un’allieva. E ogni gesto che oggi condivido nasce da ciò che ho vissuto in prima persona

Questo è lo spazio più personale del blog, quello dove abbasso le difese e ti parlo a cuore aperto. Per molto tempo ho pensato di dover mostrare solo la parte forte e risolta di me, ma poi ho capito che è nelle nostre fragilità che si nasconde la connessione più autentica.

Qui dentro troverai le mie storie, i racconti di un percorso fatto di cadute e di rinascite, di dubbi e di illuminazioni. Parlo della mia esperienza non per mettermi al centro, ma per creare un ponte verso la tua. È la mia testimonianza di come la danza, e più in generale l’ascolto di sé, possano diventare ancore di salvezza e bussole per navigare le tempeste della vita.

Spero che leggendo le mie parole tu possa sentirti meno sola nel tuo cammino e trovare l’ispirazione per onorare la tua, meravigliosa e unica, storia personale.


L’allieva più silenziosa

Non era quella che faceva più domande. Non arrivava mai in anticipo per raccontarmi qualcosa e, alla fine della lezione, raccoglieva le sue cose e salutava con un sorriso discreto. Nel gruppo la sua presenza poteva quasi passare inosservata.

La gonna dimenticata nella borsa

Poi l’ho vista. Ripiegata sul fondo, leggermente sgualcita, c’era una gonna.

Non era la più bella che avessi avuto. Non era nemmeno particolarmente preziosa. Eppure, appena l’ho presa in mano, qualcosa si è mosso dentro di me.

Le mani come linguaggio segreto

Forse le mani sanno più di quanto noi vogliamo ammettere.

Lo dico mentre le guardo ferme sul tavolo, quasi non mi appartenessero, quasi fossero due creature separate dal resto, capaci di una memoria indipendente, di una sapienza che la testa non ha mai imparato a…

Il passo che non riuscivo a insegnare

Non era un passo particolarmente complesso. Anzi, visto da fuori sembrava semplice. Lo avevo studiato, praticato, inserito in decine di coreografie. Il mio corpo lo eseguiva in modo naturale. Proprio per questo pensavo che insegnarlo sarebbe stato facile.

Una pausa più importante della sequenza

All’inizio tutto sembrava procedere bene. La musica era adatta, il ritmo accessibile, i passi abbastanza chiari. Eppure sentivo che qualcosa non stava fluendo. I corpi eseguivano, ma non respiravano.

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